Sì, sono uno che ne sa di computer

starry night eclipse

Da quando ho avuto il primo pc ho sempre avuto la curiosità di trovare come potevo adattarlo meglio ai miei scopi, scoprire nuove cose, … migliorare la mia vita insomma:)
Dopo poco tempo ho trovato che si possono fare i programmi, e non solo usarli.
Il codice che sta dentro un programma può chiedere al sistema di fare qualunque cosa!
Sempre che glielo permetta il sistema operativo, che quello che esaudisce le richieste dei programmi.
Ovvio che se un programma vuole distruggere il sistema, far venire un suo programma amico o fare cose cattive, il sistema operativo deve impedirglielo!
Ma come fa a capire che intenzioni ha un programma?
Di sicuro un programma che dice cancella tutti i file è cattivo.
Ma se è un programma che trasferisce file dal disco principale ad uno esterno? Per trasferire un file bisogna prima copiare e poi cancellare l’originale; si potrebbe mantenere una cronologia delle operazioni, in modo che se uno cancella senza prima fare la copia, non va bene – ma tale lista sarebbe troppo grande.

È pressochè impossibile distinguere le azioni lecite da quelle non, dal punto di vista di un sistema operativo, perchè l’utente agisce sempre tramite programmi, e chiedere in continuazione con un popup se l’utente è d’accordo diventerebbe troppo noioso.
Mostrare una foto o una pubblicità su una pagina web sono richieste identiche al sistema operativo: mostrami l’immagine che stà lì.
L’unico modo per controllare che un programma non faccia cose strane sarebbe quello di leggere il codice sorgente, e capire come funziona.
Sfortunatamente leggere il codice sorgente può essere molto lungo e noioso, e richiede non poca esperienza, perchè anche se il linguaggio è lo stesso di cui si è familiari(esistono decine di linguaggi popolari), lo stile cambia molto e può non essere uguale nel programma, rendendo le cose ancora più incasinate.
E poi chi pubblica i programmi di solito vuole mantenere l’esclusiva commerciale, o almeno della pubblicità. Se il codice sorgente non viene pubblicato è quasi impossibile replicare le funzionalità di un programma, e richiede tanto tempo quanto creare un programma nuovo.

Quindi l’idea dei permessi e delle autorizzazioni.
Se l’utente ha dato il permesso di fare tal cosa ad un programma, tramite un programma fidato del sitema operativo, allora quel programma può fare quella cosa.
Google Play, il Windows Store o altri, fungono da arbitri fidati, che registrano le volontà dell’utente, per cui se un programma(app), chiede il permesso di fare foto e usare internet, e l’utente dice allo store che va bene e installa, l’app potrà fare foto e andare su internet.
Quando e come vuole!
Può prendere la tua foto e pubblicarla su un sito di annunci hot, mettere una didascalia imbarazzante in cui dichiari di avere una voglia sfrenata e il posto dove trovarti(nei dati descrittivi delle foto può esserci la tua posizione gps).
Ah, e non farà nessuna cosa tipo una barra di caricamento tipo “sto caricando sta foto su questo sito”.
Questo il motivo per cui non mi piace l’app di Instagram 😛

Ma tenete conto che non sono un ultra esperto. Anzi, quasi tutto quello che so viene da wikipedia, ricerche su Google, la documentazione ufficiale di Microsoft, Android e esperimenti pratici.
E non ti toglierò i virus dal pc aggratis, è come chiedere ad un veterinario di spulciare il proprio cane come omaggio. <.<
(almeno un caffè!)

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