Le macchine non penseranno mai?

I computer non potranno mai avere un Anima come gli Uomini.
Nessuna macchina spero debba avere alcuna religione se non quella di servire al meglio Umanità.

L’intelligenza artificiale può essere dannosa e causare la nostra estinzione come gli Homo Sapiens hanno soppiantato gli uomini di Neanderthal!
Nessuna intelligenza artificiale ha in progetto di distruggerci.
Al momento i programmi attuali cercano di aiutarci a risolvere problemi altrimenti troppo lunghi o che richiedono risposte rapide.
Non viene mai concesso ad una intelligenza artificiale di poter rischiare di far danno ad umani, se non prima di test che provano di essere meno rischiose di un uomo esperto.
Anche in campo militare ogni decisione viene supervisionata da uomini.

La matematica, anche se utile non può risolvere tutto
La matematica non può rispondere a domande che sono relative al mondo metafisico, come “come è iniziato tutto” o “perchè tutto esiste”.
Una macchina che usa la matematica per decidere può in ogni caso trovare la soluzione migliore nel mondo reale, misurando le varie opportunità e ottimizzando ciò che è più vantaggioso.

Una macchina non potrà mai provare emozioni e agire in base ad esse.
Non essendo esseri biologici non possono agire in base agli ormoni, ma possono imitare il comportamento di animali e alcune reazioni umane, se ritenute utili.
Se si definisce la soddisfazione come l’istinto a cercare il completamento, i programmi di risoluzione sono fatti apposta per cercare la risposta che dà più in premio.
Agenti robotici possono essere programmati per andare a collegarsi alla corrente quando hanno “fame”, simulando la ricerca di cibo quando ne hanno bisogno.
Le macchine hanno già concetti come la fiducia e l’amicizia, sotto forma di patti per scambiare informazioni e certificati per capire se chi dà informazioni è chi dice di essere.
In alcuni casi, emozioni tipicamente umane sono ignorate dalla macchina, per renderla più sicura ed efficiente.
Ad esempio la noia e la frustrazione non sono implementate, perchè il lavoro di una macchina è ripetitivo e prolungato.Il processore di un pc normale fa migliaia di operazioni aritmetiche al minuto, che annoierebbero qualsiasi mortale.
Per quanto riguarda la sfera romantica, le macchine non hanno bisogno al momento di partner romantici per riprodursi, quindi se vi capita un invito romantico, non è il vostro pc.

Ma le macchine non possono fare delle cose come gli umani.
Vero, ma le macchine sono state inventate per fare cose che sarebbero impossibili, noiose o pericolose per noi.
Anche se sono pessimi musicisti, le macchine adesso aiutano persone a camminare, procurano cibo, oggetti e migliorano la nostra capacità di muoverci.

I computer non potranno mai sorprenderci o inventarsi qualcosa da zero
Anche se limitato, un programma può essere scritto in modo da riscriversi e migliorare il suo funzionamento in base a ciò che apprende.
In base a questo principio sono stati creati dei robot da chat e reti neurali.
Tuttavia neppure noi creiamo da zero, visto che per fare cose nuove usiamo cose che già sappiamo o esistono.

Il cervello umano non è digitale, una macchina non può ricostruirlo.
Se si riesce a creare una ricostruzione abbastanza dettagliata ad un oggetto, diventa indistinguibile dall’originale.
Le fotocamere ad alta risoluzione attuali creano immagini che sono molto simili a quelle percepite dall’occhio umano.
Queste fotocamere sono digitali e hanno una resa simile all’occhio, che è analogico.
Secondo lo stesso principio, le macchine digitali possono emulare il pensiero umano, se dotate di abbastanza tempo e capacità.

L’intelligenza artificiale obbedisce a dei programmi, che sono prestabiliti, quindi non possono fare cose nuove.
Un programma abbastanza complesso può generare dei risultati imprevedibili, come imparare il Cinese o dimostrare un teorema.
Di solito si impedisce ai computer si imparare da soli e fare cose impreviste, perchè potrebbe disorientare gli utenti, e un tale programma costa tanto in termini di tempo.

I computer non possono fare miracoli, contattare gli spiriti dall’Aldilà e leggere la mente.
Nemmeno gli uomini possono fare queste cose per quanto ne sappia.
Eppure hanno già avuto successo delle macchine che associano degli stimoli mandati dal cervello a dei movimenti o delle immagini, per aiutare persone paralizzate e capire meglio come funziona la nostra testa.

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4 comments

  1. NO.
    Il digitale è DISCRETO. Non è possibile, nè potrà mai essere possibile modellare la continuità del mondo analogico tramite una discretizzazione digitale.
    Nella tua frase “Se si riesce a creare una ricostruzione abbastanza dettagliata ad un oggetto, diventa indistinguibile dall’originale.” è semplicemente falsa per la diversità intrinseca delle due nature analogica e digitale. Quindi l’indistinguibilità non c’è, perché sarà sempre possibile trovare nel digitale l’approssimazione dell’analogico, perché di questo si tratta: di un modello, di un’approssimazione.
    Non importa il grado di bontà: non sarà mai indistinguibile.
    Non è possibile ingrandire all’infinito un’immagine digitale. Quindi è distinguibile dal mondo reale che rappresenta.

    La macchina non ha coscienza di se.
    La macchina non capisce, scimmiotta la conoscenza.
    Il computer e un sasso non hanno alcuna differenza.

    Grazie al cielo il tuo blog è ignorato, e l’ho incrociato per caso. Ma dovresti riflettere meglio su quello che scrivi per evitare figuracce.

    1. Grazie per il tuo commento Jimmy,
      Questo dibattito dura dal 1950 ed è alla base del test di Turing.
      Seguendo la metafora dell’immagine, si può ingrandire fino a vedere le onde che la compongono, ma per l’occhio umano o la pellicola oltre una certa risoluzione non va, altrimenti potremmo vedere batteri e atomi ad occhio nudo ingrandendo la foto.
      Per cui non c’è bisogno di simulare l’infinitamente piccolo per ingannare l’occhio nel fargli credere che l’immagine digitale è reale, anche se tale risoluzione è ancora fuori dalla portata delle macchine fotografiche .
      L’obiettivo è riuscire a fare una macchina che sia buona abbastanza da sembrare intelligente, non una replica del cervello(a quello ci penseranno i neurologi).
      I computer hanno una limitata coscienza di sè stessi per garantire il loro funzionamento. Normalmente il sistema operativo sà quali sono le capacità della macchina(ram, spazio libero,…) e sà se è acceso, quali programmi sono attivi e cerca di soddisfare al meglio le richieste, senza fare alcuna filosofia sul perchè esiste o cercare di migliorarsi, se non è stato progettato per farlo.
      Non temo di sembrare stupido, c’è ancora così tanto da scoprire!

      1. Allora è solo una questione di punti di vista: dato che io non posso VEDERE una differenza, quella differenza non esiste?
        Esiste, e non è colmabile, perché non potrò mai modellare l’infinito con una scala di valori finita.
        I computer non SANNO di essere accesi, non SANNO quanta ram c’è (lo sai tu utente quando lo controlli: il computer si limita a simulare questa conoscenza per evitare errori perché istruito da un uomo, se non ci fosse questo…) e il software che gira non è che un modello di un pensiero (sempre di un uomo, comunque), non un pensiero.
        Non è coscienza di sè.
        Qualsiasi forma di vita biologica, non ha questi “bagagli di conoscenza preinseriti”, eppure ha l’elasticità mentale sufficiente a crearsene di propri. Il computer no… mi parli di apprendimento nelle intelligenze artificiali?
        Un robot costruito per giocare a ping pong, non imparerà mai, AUTONOMAMENTE a giocare a carte, giusto?
        E se, salendo di astrazione, inventassimo un robot in grado di giocare a QUALUNQUE cosa, può imparare a fare qualcosa che non sia giocare?
        No.
        Astraendo ancora di più, sarà sempre possibile aumentare i “casi”, il modo che il computer aumenti ciò che può fare, ma non sarà in grado di uscire da quegli schemi, quindi non potrà mai essere indistinguibile dalla vita… cioè l’imprevedibilità, l’individualità, e appunto, la coscienza di sè.
        Perché alla macchina manca la coscienza di sè. Quela che reputi tale è solo una meraviglia della tecnica, certo, ma non è vita.

      2. Se una differenza non è visibile, ma esiste, un osservatore non puo’ verificare se sono due cose diverse. Con la scienza attuale non e’ possibile costruire una macchina pensante, non tanto per le limitazioni fisiche, ma perche’ manca di capire nei dettagli come funziona il ragionamento umano, il riconoscimento degli oggetti e la coscienza vera e propria.

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